Dal 28 giugno 2025 l'European Accessibility Act (EAA) è pienamente in vigore per i siti e le app del settore privato in tutta Europa. In Italia la norma si applica a tutte le aziende che offrono servizi ai consumatori — con esenzione solo per le microimprese (meno di 10 dipendenti E meno di 2 milioni di euro di fatturato).
Nel 2026 la maggior parte delle PMI italiane con un sito e-commerce o un'app di prenotazione ha obblighi di accessibilità vincolanti. In questa guida vediamo cosa richiede WCAG 2.2, cosa è cambiato rispetto a 2.1, e i rischi concreti per chi non si adegua.
WCAG 2.2 accessibilità: cosa aggiunge rispetto alla versione precedente
WCAG 2.2, pubblicato nell'ottobre 2023, introduce 9 nuovi criteri di successo. I più rilevanti per siti aziendali:
- 2.4.11 Focus Appearance: il focus da tastiera deve essere visibile con contrasto minimo 3:1. Elimina il problema del focus invisibile comune nei siti con reset CSS aggressivi.
- 3.2.6 Consistent Help: se esiste un meccanismo di supporto (chat, telefono, FAQ), deve apparire nella stessa posizione su ogni pagina.
- 3.3.7 Redundant Entry: nei processi multi-step (es. checkout) l'utente non deve reinserire dati già forniti.
- 3.3.8 Accessible Authentication: i CAPTCHA basati su riconoscimento cognitivo sono vietati senza alternativa accessibile. Sono consentiti magic link, passkey e CAPTCHA audio.
Rimosso da WCAG 2.2: il criterio 4.1.1 Parsing, considerato obsoleto con i browser moderni.
A chi si applica l'EAA in Italia nel 2026
A qualsiasi azienda privata che offre prodotti o servizi ai consumatori nell'UE tramite sito web o app mobile, escluse le microimprese. In pratica:
- E-commerce B2C con fatturato > 2M€ o > 10 dipendenti: obbligatorio.
- Piattaforme di prenotazione, servizi bancari online, app di trasporto: obbligatorio.
- Siti vetrina B2B senza funzioni interattive: area grigia, ma il rischio reputazionale è reale.
In Italia l'AgID è l'autorità di controllo, con sanzioni che possono arrivare a centinaia di migliaia di euro per violazioni gravi.
I 5 problemi di accessibilità più comuni sui siti italiani
- Contrasto colore insufficiente: testo grigio chiaro su sfondo bianco non supera il rapporto 4.5:1 richiesto per WCAG AA.
- Immagini senza alt text: le immagini decorative devono avere l'attributo alt vuoto, quelle informative un alt descrittivo.
- Form senza label visibili: i campi con solo placeholder non sono accessibili agli screen reader.
- Navigazione da tastiera rotta: elementi interattivi non raggiungibili con Tab o con focus invisibile.
- Video senza sottotitoli: i contenuti video richiedono sottotitoli sincronizzati (WCAG AA) o una trascrizione (A).
Come fare un audit rapido del tuo sito
Strumenti gratuiti: WAVE (wave.webaim.org) per un'analisi visuale, Axe DevTools come estensione Chrome, e Lighthouse integrato in Chrome DevTools. Nessuno strumento automatico copre il 100% dei criteri — solo un audit manuale con screen reader (NVDA su Windows, VoiceOver su Mac/iOS) garantisce copertura completa.
Conclusione
L'accessibilità web nel 2026 non è più una scelta etica opzionale: è un obbligo legale e un rischio concreto di sanzione. Il costo di mettersi in regola su un sito esistente dipende dallo stato di partenza, ma in media si lavora su 2-4 sprint da 1-2 settimane.
Tutti i siti che realizziamo includono l'accessibilità WCAG 2.2 AA come standard nei nostri servizi web. Se vuoi un audit del tuo sito, scrivici tramite il modulo preventivo: l'analisi iniziale è gratuita. Vedi esempi nel nostro portfolio.