Da marzo 2024 INP ha sostituito FID come metrica ufficiale di responsività e, secondo i report pubblici 2026, il 43% dei siti non supera la soglia "good" di 200 ms — il che lo rende oggi il Core Web Vital fallito più di frequente. Solo il 47% dei siti raggiunge tutte e tre le soglie verdi.
Se nel 2025 potevi cavartela con un buon LCP e ignorare il resto, nel 2026 Google ha aumentato il peso delle Core Web Vitals nell'algoritmo di ranking. Vediamo cosa misurano davvero, le soglie attuali e come capire in 30 minuti se il tuo sito ha un problema.
Core Web Vitals 2026: cosa sono e perché contano per il SEO
Le Core Web Vitals sono tre metriche che Google usa per misurare l'esperienza utente reale (Real User Monitoring, non lab-test). Nel 2026 le soglie ufficiali sono:
- LCP (Largest Contentful Paint) — quando si vede l'elemento più grande in pagina. Buono: ≤ 2,5 s. Da migliorare: 2,5-4 s. Scarso: > 4 s.
- INP (Interaction to Next Paint) — quanto è reattivo il sito al click/tap. Buono: ≤ 200 ms. Da migliorare: 200-500 ms. Scarso: > 500 ms.
- CLS (Cumulative Layout Shift) — quanto si sposta il layout durante il caricamento. Buono: ≤ 0,1. Da migliorare: 0,1-0,25. Scarso: > 0,25.
Google le valuta a livello di pagina, sul 75° percentile dei visitatori reali, mobile e desktop separatamente. Significa: se 1 utente su 4 vive un'esperienza pessima, la pagina è "scarsa" — anche se in laboratorio sembra perfetta.
LCP: come abbattere il tempo del primo elemento utile
L'LCP del 2026 è quasi sempre un'immagine hero o un blocco di testo grande. Le 4 ottimizzazioni che spostano davvero l'ago:
- Preload dell'immagine LCP con
<link rel="preload" as="image" fetchpriority="high">: in media -300/-600 ms. - Formato AVIF + WebP fallback: 30-60% di byte in meno rispetto a JPEG di pari qualità.
- CDN edge (Vercel, Cloudflare, Bunny): TTFB ridotto da 600 ms a 80-120 ms.
- Eliminazione dei font-blocking:
font-display: swape self-hosting su domini di prima parte.
Per un sito istituzionale italiano tipico, applicate insieme portano l'LCP da 4-5 s a 1,5-2 s.
INP: il vero collo di bottiglia del 2026
INP misura il ritardo tra qualunque interazione (click, tap, tasto) e il prossimo frame disegnato. È la metrica che oggi fa più danno al ranking, e il colpevole principale è quasi sempre lo stesso: JavaScript di terze parti.
Cosa fare:
- Audit dei tag manager: ogni script blocca il main thread e fa sforare INP. Disattiva chi non genera valore misurabile.
- Sposta il tracking a partytown o a un service worker dove possibile.
- Per le SPA React/Next.js, usa useTransition e startTransition per i task non urgenti.
- Frammenta i task lunghi (> 50 ms) in chunk con
scheduler.yield()— supportato da Chrome 129+.
CLS: l'eredità delle pubblicità e dei font
CLS è la metrica più semplice da risolvere ma anche quella che torna in errore appena qualcuno aggiunge un banner cookie o un widget esterno. Le regole d'oro:
- Specificare width e height su tutte le immagini e iframe.
- Riservare spazio (aspect-ratio) per i banner e gli embed video.
- Caricare i web font con size-adjust per evitare shift quando il font custom subentra al fallback.
- Per i banner cookie, usare overlay (position: fixed) invece di push del contenuto.
Come misurare il tuo sito (gratis, in 30 minuti)
Tre strumenti complementari:
- PageSpeed Insights (pagespeed.web.dev) — ti dà il dato reale CrUX (Chrome User Experience Report) sul 75° percentile.
- Search Console → Esperienza sulla pagina — ti dice quante URL del tuo dominio falliscono le soglie.
- Web Vitals Chrome Extension per debug in locale durante lo sviluppo.
Se PSI è verde su mobile ma rosso su desktop (o viceversa), Google considera il segnale negativo della peggiore: vanno sistemati entrambi.
Conclusione: priorità di intervento
Per la maggior parte dei siti aziendali italiani il piano è: prima INP (è dove perdi ranking nel 2026), poi LCP (massimo ROI sul tasso di conversione), per ultimo CLS (più cosmetico, ma tornerà rosso ogni volta che integri qualcosa di nuovo).
Su tutti i siti che pubblichiamo pretendiamo PSI ≥ 95 su mobile prima di consegnare. Se il tuo sito è lento e non sai da dove iniziare, manda l'URL nel modulo preventivo: fa parte della prima analisi gratuita. Vedi anche i nostri servizi di ottimizzazione per progetti già online.